IL PAESE

Data:

15 dicembre 2022

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IL PAESE
IL PAESE

Falo’ di Sant’Antonio Abate

Meritano sicuramente una sosta per un assaggio le delizie enogastronomiche di Burgos, così come di tutto il Goceano.

Tra i dolci, in particolare preparati in onore di S. Antonio Abate, il 17 gennaio, si ricordano ''sas tiliccas'', ''sas cozzulas'' e ''sas copulettas'', un misto di semola, mosto cotto e scorza d'arancia.

Nuraghi

Il territorio di Burgos conobbe un popolamento da epoche molto antiche, tant'è vero che vi si trovano necropoli a domos de jana di epoca neolitica, come quella di S'Unighedda, e numerosi nuraghi dell'età del bronzo, tra cui il nuraghe Costa o S'Unighedda, all'interno del bosco della Foresta Burgos.

Il Nuraghe Costa

Il monumento è ubicato all'interno del bosco di Foresta Burgos in località Su Pranigheddu de S'Unighedda. Comunemente chiamato Sa Reggia, comprende un nuraghe complesso, un villaggio circostante e un possente antemurale (superficie di 450 mq).

Il nuraghe è costituito da un mastio e da un bastione di quattro torri secondarie con all'interno un cortile. La torre centrale (diam. m 14) è edificata con blocchi di basalto poligonali nella parte inferiore e ben lavorati in quella superiore.

Vi si accede attraverso un ingresso - orientato a ''E'' e a luce rettangolare, che immette in un andito (lungh. m 4); sulla parete s. di questo si apre l'ingresso al vano-scala che con sviluppo elicoidale conduceva ai piani superiori. Questo vano può essere percorso oggi soltanto nel tratto iniziale (lungh. m 2,50). La camera appare ricolma di terra e di massi crollati dalle strutture superiori.

Il mastio si affaccia sul cortile di disimpegno, a pianta quasi semicircolare (m 6), al quale si accedeva tramite un ingresso a S.

Sul cortile si aprivano gli ingressi dei corridoi, che immettevano nelle quattro torri secondarie: una torre risulta oggi quasi completamente crollata; una seconda conserva solo in parte le pareti della camera, dove si apriva una nicchia; altre due torri risultano oggi inaccessibili.

Intorno al bastione, per un'ampia superficie, si estende il villaggio: tra la fitta vegetazione arbustiva è possibile ora individuare con chiarezza soltanto due capanne a pianta circolare (perimetro di m 9) realizzate con filari di blocchi poligonali di basalto.

L'elemento che tuttavia caratterizza e rende unico questo monumento è l'antemurale. La struttura muraria difensiva, che si può seguire oggi per un tratto lungo m 60 (alt. m 3) è priva di torri e conserva, eccezionalmente, il ''cammino di ronda'' (largh. m 1,40).

La Foresta di Burgos

A metà strada tra Burgos e Bono si trova l'area vede di Foresta Burgos, meta apprezzata da turisti e abitanti della zona. Qui l'incremento ippico si occupa dell'allevamento dell'asinello sardo, dell'asinello bianco dell'Asinara e del cavallo di razza anglo-araba-sarda. Si alleva inoltre il pony sardo, denominato Giarab, perché nato dall'incrocio tra fattrici della Giara e stalloni arabi.

La Foresta di Burgos è il punto di partenza per interessanti escursioni anche lungo le strade che si addentrano nei boschi e furono selciate dai militari. Distanziati in varie località ci sono alcuni edifici residenziali.

Il Castello di Burgos

Il castello di Burgos, dal nome del paesetto che gli vive accucciato ai piedi, è il più ricco di storia e quello più saturo di ricordi, molti dei quali dolorosi. Molte antiche leggende aleggiano intorno a questo castello. La costruzione risale agli anni 1127-1129 e la si attribuisce al giudice Gonario di Torres.

Il castello sorge su una rupe di granito completamente isolata, inaccessibile a nord e a est, per la natura del luogo e di difficile accesso anche dalle altre parti. Occupava una vista area, era circondato da una triplice cinta di mura, delle quali si possono osservare gli avanzi, costruite con blocchi di granito e mattoni rivestite pure di mattoni, resi aderenti con la malta. Al centro della vasta corte si eleva, quadrata e massiccia , la grande torre; questa al contrario delle mura, è costruita da soli mattoni, ma all'esterno, è interamente rivestita di lastre di granito ben lavorate, il tutto legato con foltissima malta. Vi è pure ancora in ottimo stato, una grande cisterna , costruita per raccogliere le acque che dovevano servire per gli usi casalinghi e per le bestie.

Della sua storia più recente si sa che nel 1516 il castello è definito in buono stato, mentre nel 1901 se ne parla come di un rudere.

Al centro del paese, in una casa padronale della fine dell'Ottocento, articolata su tre piani, è ospitato il Museo dei Castelli di Sardegna, che accoglie mostre temporanee sul tema dei castelli ed espone carte tematiche con le torri costiere di età spagnola ed una ricostruzione della vita contadina. Sono inoltre presenti una mostra di foto antiche e recenti che hanno per soggetto i castelli e una sala multimediale che permette una lettura storica dei circa cento castelli in Sardegna.

Chiesa di San Salvatore (foresta di Burgos)

Questa è certamente la costruzione più interessante sia per l'accesso che avviene attraverso un suggestivo viale alberato, sia per le forme. Si tratta infatti di una costruzione di stile neomedievale ed ha una facciata a spioventi realizzata in conci a filari alterni bicromi, come nella tradizione romanica della Sardegna. Ha però una decorazione ad archi ciechi in parte a tutto sesto, in parte a sesto acuto, per riprendere i caratteri tipici del gotico nel portale acuto e nel piccolo rosone sovrastante. Un campanile a cuspide sul retro conclude l'edificio.